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Il filo di Giotto tra Firenze e Padova

Aggiornamento: 21 lug 2021

Firenze vide le mani di un giovane, ma già talentuoso Giotto di Bondone, realizzare le prime, timide opere.

Fu Cimabue a scoprirlo, mentre forse ritraeva le sue pecore al pascolo su un ciottolo e lo prese a bottega con sè e insieme viaggiano nelle capitale italiane dell'arte.

Ma è al culmine della sua ascesa che anche le terre Venete beneficiano della sua mirabile abilità: a Padova affresca infatti gli interni della Cappella degli Scrovegni terminata nei primi anni del 1300 e voluta fortemente dal personaggio politico Enrico degli Scrovegni, un'attrazione che ancora oggi richiama visitatori da tutto il mondo.

Il blu intenso del cielo rapisce lo sguardo. Un filo emotivo che lega l'uomo al tutto, all'infinito all'incomprensibile. Il capolavoro del maestro, che regala così una perla alla città di Padova che possiamo, fortunati, ammirare in tutto il suo splendore, nella semplice sala resa maestosa dalle figure dipinte.

A Firenze, la sua città natale, scopriamo opere altrettanto significative di #Giotto, tra le quali spicca il crocifisso ligneo nella Chiesa di Santa Maria Novella. Lo stile è inconfondibile e suggerisce un Giotto nella sua fase giovanile. L'altissima armonia è la stessa riportata a Padova ed è quella che il maestro riesce a trasmettere nei volti, nei colori e nelle architetture delle sue opere.


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