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Il filosofo dal fine giudizio

C'era un padovano, nel '500, che fu filosofo, letterato ed allievo del Pomponazzi a Bologna: costui era Sperone Speroni.




Per tutta la sua vita, avrebbe coltivato il culto del suo maestro, morto nel lontano 1525, facendone un idolo interlocutorio di molti suoi scritti; il Pomponazzi e il Bembo sarebbero stati i fari della giovinezza di quest'illustre uomo. Nella sua esistenza, Speroni fu destinato a divenire niente poco di meno che uno dei più importanti docenti che l'Università di Padova avrebbe mai avuto in tutto l'arco della sua storia, oltre a farsi rimembrare come accanito difensore del “volgare”.


Moltissimi furono gli incarichi pubblici che quest'uomo avrebbe ricoperto negli anni a Padova. Come se non bastasse, fu persino uno dei fondatori dell'Accademia degli Infiammati di Padova, che tanta importanza ebbe nella diffusione e nella difesa del volgare in tutto il resto della penisola italiana, tenendo la linea del caro buon vecchio Bembo. Per le sue spiccate doti di critico dotto e a dir poco severo, Speroni divenne ricercato da gran parte degli scrittori a lui contemporanei, che cercavano il suo giudizio.


Persino Torquato Tasso gli sottopose la sua celeberrima opera “Gerusalemme Liberata” per la revisione, ma in quella circostanza il saggio filosofo non si dimostrò del tutto equanime. Parecchi sarebbero stati i trattati partoriti nel grembo della città di Padova, che avrebbero avuto larga diffusione per tutto il XVI secolo e concepiti dal giudizio dell'unico, impareggiabile Sperone Speroni, nel cuore di questa meravigliosa città.


Tutt'oggi, Padova non cessa di far innamorar chiunque le si avvicini, vi si addentri e vi si perda per le sue vie e le sue sfarzose piazze. Uno specchio, quello della bellezza padovana, che vogliamo porvi innanzi; contempliamolo assieme...





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