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La gentile asimmetria di Villa Piovene-Salviati-Pretto.

La villa sorge in via Nazario Sauro, al di là di quel grazioso ponticello in ferro che traversa il Bacchiglione da via Antonio Giuriolo e che all’inizio faceva parte integrante della villa e della proprietà (passato in seguito ad uso comune), che permetteva ai primi proprietari, i nobili fratelli Piovene, il raggiungimento del centro in brevissimo tempo.



Progettata da Silvio Caregaro Negrin, nipote di Antonio (il famoso capostipite della famiglia di costruttori e architetti vicentini), viene costruita tra il 1910 e il 1915, nella sua forma primitiva. Il Barbieri la loda come sommo esempio del Liberty a Vicenza e parla entusiasticamente della “elegantissima scala a due rampe nel salone ovato centrale”.


In un secondo tempo, ignoriamo l’anno e ignoriamo l’architetto, ma è facile pensare che appartenesse alla famiglia Caregaro Negrin, fu deciso un ingrandimento della villa, che si risolse con un allargamento ad ovest. Lo spazio era libero, anche se il progetto originario prevedeva una terrazza con pergola. Il nuovo elemento si trovò a fare pendant con la terrazza loggiata ad est (e già questa era un’asimmetria). I due elementi, tre col corpo principale, si fusero in un delicato e leggiadro insieme.


Attualmente, concluso il forte e duraturo consolidamento delle fondamenta e la restituzione alla primitiva bellezza degli esterni, resta da vedere quale sarà il progetto per il giardino, sperando che sia il progettista che il nuovo proprietario si trovino concordi nel formulare un progetto in linea con lo stile messo in pratica dal capostipite Antonio, zio di Silvio, in innumerevoli ville del Vicentino e del Veneto come validissimo progettista non solo delle abitazioni, ma anche dei giardini. Luca Pretto, imprenditore di Arzignano, è l’ultimo proprietario della villa, il committente del restauro. Posso assicurare che, in questo come in altri simili casi, un bonario ma poco cristiano sentimento d’invidia alberghi nell’animo di qualche vicentino, del quale questa villa costituisce l’oggetto del desiderio.

Confessione: anch’io mi iscrivo nella lunga lista.



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