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Rinascimento italiano

Venezia e Firenze, per molti secoli rivaleggiarono come due capitali mondiali dell'arte, riferimenti in tutte le grandi arti: nella pittura, nell'architettura, nella scultura, non volendo parlare di musica.


Una sfida magnifica: da un lato Giotto, Michelangelo, Donatello, Brunelleschi, Alberti, Leonardo Da Vinci, dall'altro Giorgione, Veronese, Tiziano, Bellini, Tiepolo, Tintoretto, Palladio, Scamozzi, Canova, Canaletto... per citarne alcuni.

Per tutti, la prima domanda è stata: come rappresentare l'essenza universale della natura, cioè ciò che essa è profondamente? Se vogliamo spaccare rudemente con l'accetta, i toscani la cercarono nella forma, i veneti nel colore.

Cambia anche l'idea di luce tra Firenze e Venezia: per i toscani penetra vicino alla materia per rivelare la forma intelligibile delle cose, per i veneziani la satura rivelandone la verità metafisica.

No, non qui, non ora. Non si può fare in questo modo: bisogna andarci, a Venezia e Firenze, trovarsi di fronte alle singole opere d'arte, immergervisi anima e corpo, viverle dentro all'anima.




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